Monticello Resort

proprietà Ferragamo

concorso su invito

San Giustino Valdarno, ITALIA - 2015
conarch. Luciano PiazzaExecutive Energy srl

L’obiettivo che ci siamo posti è la creazione, nel terzo millennio, di un nuovo “abitato” sulle colline toscane, senza dimenticare tradizione e radici ma anche senza affidarsi alla riproposizione stanca, imitativa del romantico (globalmente diffuso e conosciuto) immaginario “toscano”, continuamente copiato, sfruttato, svuotato di vera essenza.
Eppure vogliamo mantenere vivi, anzi far tornare in vita i principi che hanno reso unica, sensibile, ora forte, ora sussurrata e perfettamente integrata la presenza umana nella nostra campagna, si tratta di immaginare forme e materiali dell’architettura che possano dialogare con la modernità ma anche con la storia e con i luoghi, rimanendo lontane da superficialità e semplificazioni troppo facili.
Abbiamo immaginato il nuovo insediamento intorno ad alcuni punti chiave come: – il sistema di collegamenti esistente e i tracciati storici come la Cassia Vetus ma non solo; – il preesistente andamento orografico del terreno (quello naturale e quello derivante dalle cave

dismesse);  – la vegetazione autoctona con le sue alberature di rilievo e le coltivazioni tradizionali (vigneto ed oliveto); – i materiali della tradizione, pietra, cotto chiaro, intonaco di calce, combinati con pochi essenziali elementi contemporanei; – il tradizionale andamento degli edifici (molto articolato sia in orizzontale che in verticale) è dolcemente adagiato sulle quote esistenti, i fronti sono solcati da finestrature di forma e dimensione variabile, logge, porticati, collegamenti aerei tra i vari corpi di fabbrica, le coperture sono ora a padiglione, contenuto e senza aggetti oppure a terrazze, a livelli diversi, terrazze pavimentate con pietra dalla funzione fotovoltaica, oppure ospitano terrazze e giardini pensili, la vegetazione si inserisce ovunque, come vero materiale da costruzione, sulle terrazze, dentro le logge, si estende sulle murature di pietra.
Ne emerge dunque un complesso morbidamente adagiato sulla collina, non monolitico ma articolato intorno a 3 diversi temi: il Borgo, affacciato sulla Piazza, il Borghetto, le Ville.

Un borgo di ispirazione neorinascimentale, perché prezioso, elegante, pensato con una combinazione di materiali della tradizione e della contemporaneità, è disposto intorno ad una piazza a due livelli, con pavimentazione in pietra, alberature (esistenti), un lungo muro rivestito in pietra, una fontana atipica che segna il confine tra le due piazze a quota diversa, l’acqua sgorga come da una sorgente che evoca come questo luogo sia naturalmente arricchito da sorgenti di acqua purissima.
Porticati accompagnano e proteggono il percorso lungo gli affacci delle attività commerciali e una metafisica torre si innalza come emergenza comunicativa e centro del complesso ricettivo, cuore dell’accoglienza e del sistema degli spazi comuni.
Un brise-soleil esteso, leggero, trasparente, realizzato con tubolari color bronzo chiaro, brillante, sagomati come canne di bambù, protegge verso sud il fronte dell’edificio principale, verso l’affaccio sulla piazza, sarà una pelle davvero permeabile che si lascerà attraversare dalla vegetazione presente in copertura.

Gli edifici esistenti, destinati essenzialmente ad attività commerciali e comuni, percorso benessere, ristorazione, ecc, saranno mantenuti e adeguati per attrezzature e impianti , rimarranno in parte intatti, ristrutturati ma anche integrati da nuovi segni contemporanei.
Alcuni volumi, nuovi, completamente trasparenti e ombreggiati, come serre contemporanee, conterranno attività sociali, ristorazione, piccoli orti, mentre parte dei fronti e delle coperture sarà rivestita con lastre in metallo coibentato ad effetto bronzo, un percorso di acquisizione di valore aggiunto nel incontro/confronto con le nuove e limitrofe architetture ispirate a tradizione e modernità.
Gli edifici dedicati alle sistemazioni per gli ospiti si sviluppano dal centro verso l’esterno della collina , fino al velo d’acqua che copre l’auditorium ricavato nella cava dismessa, e poi con altri altre unità degradanti verso sud.
Gli edifici saranno collegati, sia tra di loro che ai vari punti di accesso, da passaggi protetti in quota che garantiranno la semplicità dei flussi e delle attività di servizio.

vogliamo mantenere vivi, anzi far tornare in vita i principi che hanno reso unica, e sensibile la presenza umana nella nostra campagna

Un piccolo nucleo di edifici a due piani con sagoma naturale e complessa, in pietra e intonaco, molto integrati con il verde (rampicanti, alberature, arbusti) destinato a residenze, di circa mq 200 ciascuna , sono disposte su terrazzamenti degradanti verso sud che nascono dall’orografia esistente e collegate da slarghi, piccoli cortili, separate da muri a retta di pietra, velati e coperti da rampicanti tradizionali, gelsomino, edera, ecc, ogni abitazione è dotata di terrazze e/o piccole piscine, sul tetto o nel resede.
Una piccola vigna avvolge la collina su tutto il fronte ovest, sud, est, dal Borghetto fino al tracciato della Cassia Vetus, separando in modo

tradizionale e naturale il nucleo dall’area destinata alla realizzazione delle Ville.
Dieci ville, ognuna di 550mq , sono inserite in un paesaggio, suddiviso in lotti privati di impronta antica, con prato e terrazzamenti ad oliveto , con piscina in pietra, a sfioro verso la valle .
Ogni villa si ispira all’idea di una architettura razionalista e mediterranea, con i materiali della terra e della toscana, pietra, intonaco, legno, luce naturale, alberi interconnessi con l’edificio, eppure ognuna ha un suo disegno, un suo modo di articolarsi e porsi nello spazio, una sua diversa modalità di combinazione di materiali, affacci, aperture, orientamento, ognuna ha la sua unicità.

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