Museo della cantieristica navale

concorso, 1° classificato

Monfalcone, ITALIA - 2017
conSINTESI / HUBarch. Michele PolettoStudio di ingegneria Paolo Berini

Un luogo che vive nella memoria di un importante edificio inserito in un più ampio contesto, studiato, adeguato ad accogliere i nuovi visitatori, un excursus sul cantiere navale e sui risvolti sociologici che questa attività ha creato e crea sul territorio friulano. Questo sarà il Museo della Cantieristica Navale, un luogo dove il visitatore sarà coinvolto in maniera emozionale, percettiva, uditiva.
Un intervento “leggero” nelle parti più rappresentative di questo Ex Albergo Operai e più

accentuato, con colori e giochi di luce nelle altre; solo tre colori rosso, bianco e nero ed un materiale il corten come rimando alle lamiere nella costruzione delle navi. Allo stesso tempo un intervento complesso in uno spazio che ci viene consegnato già così ben definito sotto tutti i punti di vista, quasi un intervento composto da numerosi “gesti” che si interfacciano con la preesistenza. Uno spazio fruibile da tutti e studiato per tutti.

un luogo dove il visitatore sarà coinvolto in maniera emozionale, percettiva, uditiva

Un grande atrio segna l’ingresso ma anche l’uscita del Museo, dove il visitatore è subito accolto da un’isola che abbraccia, racchiudendole, le funzioni di info point, biglietteria e bookshop. Poi subito dopo la vista si apre sulla corte, coperta, con un doppio colonnato, bianca, luminosa, imponente, quasi plastica per la sua perfezione, che contiene schermi, immagini, scritte proiettate o appese dall’alto.
Un percorso consigliato conduce alla visita del museo, un altro, in parallelo, alla visita dell’edificio stesso, alla scoperta della sua funzione originaria di Albergo per gli Operai.
Un susseguirsi di corridoi e spazi in penombra, passaggi fra lamiere, scintillii, suoni e rumori

“provenienti dal cantiere”, la proiezione a pavimento dei tracciati per la costruzione delle navi fanno vivere un’esperienza quasi irreale.
Poi di nuovo la luce, in uno spazio che troviamo già con la sua struttura in evidenza, pensato, probabilmente, per ricreare in una scala più piccola un “capannone”, con tralicci e pilastri in ferro, la luce che proviene dall’alto e l’architettura originale nello sfondo, con le sue aperture; contiene grandi immagini, “contenitori” intimi dove il visitatore può isolarsi ed emozionarsi al comando virtuale di un aereo o di una gru.
Infine una biblioteca ricca di testi e documenti ma anche di un archivio consultabile on line nelle varie postazioni internet.

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