Museo di arte contemporanea

ex fabbrica schindler

Cracovia, POLONIA - 2010
conarch. Leonardo Proli

L’area del nuovo museo di arte contemporanea di Cracovia coincide, in parte, con quelli che erano i padiglioni produttivi della Fabbrica Schindler, uno dei luoghi che si sono ormai fissati nella memoria collettiva e nella storia degli uomini, dei loro crimini ma anche dei loro eroismi. L’idea di trasformare quei luoghi, integrandoli con molti nuovi spazi, in un luogo destinato all’arte, alla cultura, alla contemporaneità non fa che testimoniare come la memoria, certamente

da tutelare, possa anche diventare una traccia, un percorso verso il futuro.
Del resto, le storie che si sono consumate in quei luoghi allora, testimoniavano già la possibilità di una speranza, di una via d’uscita dagli orrori. Il segno industriale della copertura a shed degli edifici esistenti, preso come elemento visivo portante dell’ intervento nel suo insieme, evoca, in questo caso, la continuità tra preesistenze e modernità.

progetto

L’area destinata alle attività espositive si sviluppa attorno agli edifici esistenti, come un abbraccio, saturando tutto lo spazio disponibile e ammissibile tra quelli messi a disposizione per l’intervento.
Ne deriva una forma irregolare e frastagliata che però riesce ad assumere quasi la forza di un segno, dando visibilità al percorso espositivo che si sviluppa tra l’affaccio principale sulla via Lipowa (a fianco dell’ antico, originale, accesso alla fabbrica) e la piazza di progetto sul retro, verso nord.
Dove appare, il “muro sud” che porta il “logo” del museo, segna l’inizio di un nuovo percorso urbano che attraversa l’area del museo e dei vecchi padiglioni e bilancia con la sua massa la

presenza importante e solida dell’adiacente e preesistente museo storico e della memoria.
Visto dall’ampio slargo sulla via Lipowa il nuovo museo appare come una architettura nuova, di tecnologia contemporanea, leggera, luminosa, con la copertura a shed che con naturalezza si fonde e si integra, avvolgendola, con la struttura degli edifici preesistenti. Una lungo percorso inclinato conduce il visitatore a +30cm, la nuova quota dove si innesta la nuova “piazza interna”, lungo il percorso con sedute e una minima e delicata alberatura si affacciano, da un lato, una loggia espositiva ricavata all’interno di uno degli edifici a shed, sulla quale si aprono le vetrate delle residenze e degli atelier degli artisti e la grande vetrata della biblioteca.
Sul lato opposto la hall di ingresso del museo in tutta la sua estensione, il bookshop, il ristorante.

Uno dei luoghi che si sono ormai fissati nella memoria collettiva e nella storia degli uomini, dei loro crimini ma anche dei loro eroismi

Si tratta di un edificio diffuso e non monolitico, costituito dalla somma armonica di più esigenze come la necessità di una visibilità forte, di una integrazione estetica e funzionale con gli edifici esistenti ( la scelta è stata infatti per un edificio che non sovrastasse in altezza le preesistenze ma che anzi dialogasse con loro e la copertura a shed appunto fa da comune denominatore).
Il nuovo edificio si sviluppa su due livelli, piano terra ( h 390cm ) e necessariamente anche nell’interrato ( h tra i 450 e 600cm), ha struttura e impianti indipendenti dagli edifici esistenti (per motivi statici e di sicurezza a tutti i livelli). La facciata principale, a sud, è realizzata con una grande parete vetrata che sottolinea e mostra, al suo interno parte delle sale espositive ed il muro sud agli antichi edifici.

La copertura principale dei nuovi padiglioni è costituita da strutture metalliche reticolari a sostegno di un manto coibentato, leggero e resistente allo stesso tempo , in zinco-titanio nero che si integra con le coperture preesistenti. La copertura delle restanti parti sarà sempre in calcestruzzo e acciaio , con strutture di grande luce per consentire la migliore flessibilità degli spazi interni con la riduzione dei pilastri.
Già dall’esterno si percepisce come si sviluppa l’insieme degli spazi espositivi.
Il grande muro rivestito in fibrocemento antracite, proteso come un segnale verso lo slargo sulla Lipowa, attraversa infatti la grande vetrata e conduce lo sguardo fino all’interno dello spazio museale.

Ne deriva una forma irregolare e frastagliata che però riesce ad assumere quasi la forza di un segno

MOCAK Museum of contemporary art in Krakow

ul. Lipowa 4
30-702 Krakow, Poland

mocak.pl

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Verso la riarchitettura
Claudio Nardi, architetto fiorentino, diplomato all’Istituto d’Arte di Porta Romana, si laurea in architettura a Firenze, dopo aver lavorato con Puccio Duni (Compasso d’Oro alla carriera 2014) all’International design e aver collaborato per molti anni con Carlo Scarpa.

mocak_krakow Czy wiecie kto zaprojektował budynek #mocak-u? Odpowiedź na zdjęciu. Z tej okazji przypominamy okładkę miesięcznika #architekturamurator z sierpnia 2011. Autorką ilustracji jest Magda Wolna. #mocak #museum #architecure #contemporary #art #press #illustration #archive #archiwumprasowe #claudio #nardi